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| La Casa del Giovane Lavoratore |
Chi vive ... come vive ... perché vive
Una piccola oasi nel deserto della metropoli milanese.
La Casa del Giovane ha compiuto da poco quarant'anni; era il 9
aprile 1967 quando fu inaugurata. Allora comprendeva 400 posti letto
in camere da tre e sei letti.
Negli anni 1995-97, la casa è stata ristrutturata in camere più
ospitali da due e da quattro posti.
La vita, qui alla Casa del Giovane, è stata da sempre in movimento,
un via vai di giovani, in quanto la permanenza degli ospiti, in
genere, non è mai durata lungo tempo.
Il soggiorno era, ed è tuttora, questione di qualche mese o di
qualche anno.
Giovani che arrivano con tante speranze nelle valigie, giovani che
partono con qualche risparmio, una buona parola e con più fiducia in
un avvenire migliore.
Ecco la testimonianza di un nostro ospite:
"Ogni mattina, di buon'ora, si aprono le porte della Casa del
Giovane Lavoratore Don Orione e l'instancabile Gigetto (portinaio
inossidabile dal 1980) inizia a svolgere le sue mansioni alla
reception per dare l'augurio di una buona giornata a lavoratori e
studenti (siamo circa un centinaio) che escono nella metropoli per
affrontare gli impegni quotidiani di lavoro o di studio.
Ormai tutti siamo affezionati alle sue frasi un po' metaforiche del
tipo:
| - |
Sempre avanti!... |
| - |
Attenti ai semafori!... |
| - |
Avanti, figlio, va con Dio!... |
In fondo, noi giovani, di questi semplici consigli abbiamo bisogno
ogni giorno.
Durante la giornata alla Casa del Giovane c'è movimento, un
susseguirsi di eventi che rendono attiva la convivenza; lavoratori
che rientrano ed altri che escono impegnati in diversi turni di
lavoro.
Studenti universitari che ogni tanto si concedono un giusto momento
di pausa ed allora basta un breve incontro nel salone dei giochi che
subito l'atmosfera si riscalda con partite da ping-pong,
calcio-balilla, biliardo.
Spesso le amicizie che si vengono a creare nel periodo di soggiorno
svaniscono a causa della frequente mobilità degli ospiti che per
motivi di lavoro devono lasciare la Casa, ma: "Niente paura!...
arrivano subito nuovi ragazzi per essere accolti nella comunità.
Arriva la sera e siamo invitati tutti, da buoni cristiani, al
raccoglimento spirituale in cappella per la celebrazione della santa
Messa o per la recita di compieta.
La domenica la messa è più solenne.
Dopo la funzione ci si ritrova per un momento di fraternità attorno
ad un tavolo del bar per scambiarci gli auguri di buona domenica e
consumare insieme qualche dolce e bibite offerti dalla Direzione.
II soggiorno in questa Casa è molto interessante in quanto offre la
possibilità di continui scambi culturali; basta un semplice spunto
che dia il la ad un discorso ed ecco che subito nasce un dibattito
al quale partecipano sempre più persone: è l'occasione per
scambiarsi idee ed opinioni su argomenti vari di attualità.
A noi giovani questa Casa offre un notevole aiuto, non solo
economico (con una dignitosa sistemazione anche se temporanea), ma
soprattutto di carattere morale e sociale: l'inserimento nella
comunità a noi che veniamo da lontano, con usi e costumi diversi, è
un'ottima palestra per accettarsi, rispettarsi ed aiutarsi. "
La Casa del Giovane Lavoratore, che sorge sulla destra
dell'Istituto, è un'Opera che è un punto di riferimento per tanti
giovani sperduti nella metropoli di Milano.
Dietro un contributo modico, proporzionato alla loro condizione,
viene loro offerto, temporaneamente, un tetto moralmente sano, in
ambiente familiare, durante il periodo critico in cui sono alla
ricerca di una sistemazione definitiva.
La maggioranza delle presenze è italiana, ma non manca una
rappresentanza un po' di tutto il mondo, con i suoi colori, la sua
lingua, i suoi costumi, la sua fede e non fede.
Tutti però riescono a convivere sotto lo stesso tetto in buona
armonia.
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